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Pink Route

Dove:Piacenza

Chi: Pink Route

Più di 20 donne sono in rete per tre itinerari nelle valli del Po

3star

 

Il primo caso di una rete di donne diventato itinerario, con sito, luoghi dell'arte da visitare, assaggi e acquisti, in tre valli intatte, intorno a Piacenza.

Da Montalbo, il punto più a ovest, a Cortina d'Alseno, la tappa più a est, in un centinaio di chilometri, le protagoniste di questi "itinerari non convenzionali" sono, alla partenza del progetto, più di venti. Ma è impossibile trovarle sulle solite mappe: perché le socie di Pink Route vi accolgono in vigneti sulle colline, in fattorie tra i campi, in antiche locande di paese e in laboratori artigianali di città, in barca o in bicicletta sul Po, senza contare la sala da ballo di Eva, per le serate di musica e danze.

Più che una strada, le unisce il fil rouge (o dovremmo dire pink) di uno scopo comune: aiutarsi, valorizzarsi a vicenda, scambiare prodotti, spazi, lavoro. E non in teoria. Marilena fornisce la carne a Daniela e Gianna, o le zucche a Raffaella, che le cucina nei tortelli e li serve nella cantina di Federica e Mariolina. E così via in una catena quasi infinita. <<Il mondo agricolo è maschilista: io ero trattata in modo diverso da mio padre - dice Marilena-. Perciò ho studiato e lavorato anni, con tutta la famiglia, per ricreare boschi e prati di una volta, dove nidificano le poiane e brucano i caprioli. Essere un anello della catena di Pink Route ha dato uno sbocco alla mia vecchia idea di far conoscere il mondo agricolo naturale>>. E infatti, nella tenuta Borella, ora i visitatori affondano nel fango gli stivali in dotazione, raccogliendo radicchio, ravizzone, rucola, malva, comprano amarene in giugno o antiche uve in settembre, imparano come fare il liquore dai fiori del biancospino in agosto e le tisane con il cardo in novembre.

E questo è solo un esempio, che spiega bene come le donne di Pink Route si sono messe in rete, dal campo alla tavola ad attività diverse. Qui ogni valle è diversa e, come dicono Mariolina e Federica, le esperte enologhe di La Tollara: <<Associarsi con le esperienze delle altre ci valorizza a vicenda>> E, importantissimo per tutte le donne notoriamente multi-tasking, come fa notare Claudia Marchionni, guida d'arte e di didattica museale<<Questo modo di lavorare ci permette di gestire il nostro tempo, con soddisfazione professionale e privata>>.
Di certo, tutte le donne di Pink Route hanno ben chiaro che le loro qualità e conoscenze, suggellate da un'unione, fanno la loro forza. Le "Cuoche per casa", per esempio, non sono affatto partite per caso, ma da una ricerca di mercato, dimostrando che la cucina a domicilio poteva essere conveniente, per cui, dal menù alla baby sitter alla pulizia, organizzano cene sia nelle case private dei clienti, sia, soprattutto, nelle cantine e con i prodotti delle socie di Pink Route, per cene grandiose a base di pasta fatta in casa con la ricetta materna, tortini e fritti di verdure, raffinatissimi aspic di frutti di bosco al passito. Ovviamente, con vini e prodotti a chilometro zero, forniti dalle altre socie.

E così, chi passa la notte all'agriturismo "Cà Bacchetta", tra campi viola di lavanda e centro benessere, di giorno può estrarre l'essenza della lavanda e imparare a fare le marmellate con i frutti di casa, o seguire il corso di decorazione en plein air di Mariateresa Artusi di "Decorazioni". Ci si cimenta con uova e farina per fare la pasta con Lucia Lucchini di "L'Angolo Dolce e Salato", tra un assaggio e l'altro dei dodici vini, nell'accogliente sala con vista sui vigneti di "La Tollara".

Dalle camere raffinate di "La finestra sul Po", Giulia e Luisella accompagnano al pic nic, con le ceste di vimini e i piatti di design di "Lagoplasat" e l'organizzazione di Luciana Tiramani di "SL Soluzioni". E poi si va sul fiume, magari fino all'attracco vicino a "Cà Milla", per un giro in motoscafo, per una passeggiata in bicicletta, per comprare salse e confetture, per imparare da Camilla Rossi tutto sul taglio e l'essicazione delle erbe aromatiche. Poco più avanti, Gianna Vitali fa scoprire i vini della Val Tidone nelle vecchie cantine dell'"Oca d'Oro", locanda di charme dai vecchi arredi. Punta al benessere l'"Oca irriverente", che non solo coltiva frutta e ortaggi, ma anche vende marmellate, miele, piante officinali, nel negozio di Piacenza. Mentre Laura Magistrali, cura le arnie per il miele, per cui dalla sua azienda agricola "Magistrali" si riparte con la scorta di dodici etichette di vino e cinque mieli di collina e di montagna.

A Piacenza, la "strada rosa" passa dal gotico lombardo alla bottega del cuoio "Le Mani e la Luna" nei chiostri del Duomo, dal Botticelli al laboratorio artistico "Arteficio", che organizzano mini-corsi artigiani. Ovviamente, in questo mondo di donne intraprendenti, non possono mancare le baby sitter: mentre le esperte di cucina, di arte, di agricoltura, di artigianato, svelano i loro segreti a papà e mamma, i bambini giocano con le educatrici delle cooperative "Aurora Domus" e "Casa Morgana", abili ideatrici di laboratori artistici, giochi nel verde e con gli animali delle fattorie.
A grande richiesta, i bambini imparano a cavalcare nelle valli tra Valnure e Valchero, perchè "La Canteina" non è celebre solo per il maneggio e il vino, ma prepara anche grandi merende, torte, salumi, polente, fagioli. E se piove, c'è il corso di restauro: sono tanti gli appassionati bricoleur che passano qualche ora vicino al camino o sulle aie delle fattorie lungo la Pink Route, per imparare da Francesca Rossi, esperta artigiana di "Kinky art & Repair", come portare a nuova vita mobili e arredi. L'aperitivo è una vera degustazione delle naturali caratterstiche di gutturnio, malvasia, chardonnay, alla terrazza dell'azienda "Baraccone", affacciata su pianura e montagne, perché Andreana Burgazzi ha raccolto l'eredità di famiglia, dirige l'azienda, ma inventa anche assaggi, feste con artisti di strada e vendemmie per i piccoli.

Giulia Francesca Nicoletti, invece, è arrivata dalla città e si è innamorata dell'"Uccellaia", casale sui colli della Val Nure, tra vigneti e boschi di castagni, e ora produce vino bio, mentre sotto il roseto, i suoi calici si abbinano ai piatti delle cuoche e ai corsi delle esperte. Arrivando qui, l'itinerario organizzato da Pink Route passa per uno dei pezzi forti. Nel parco intorno al Castello medievale di Grazzano Visconti, Stefania Montanino coordina Noctua: dieci naturalisti, guide ambientali ed escursionistiche, per tour sotto la luna alla ricerca di allocchi, gufi e civette, biowathing e birdwathing, visite al fantasma del castello. Ovviamente, è donna: la gentile Aloisia è da 2000 anni per tradizione la protettrice del gentil sesso.

INFO:
www.pinkroute.it

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